LETTERE EBRAICHE e CODICE BIBBIA - DECRIPTARE la BIBBIA

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← La “Pace” e la “Guerra”
 Perché non c’è pace in questo mondo? Siamo tutti fratelli o no? Perché, pur se siamo tutti malati d’indipendenza, chi più e chi meno, si è dominati dall’istinto di primeggiare e ne si è diventati schiavi, quindi, di fatto, in varia misura, aguzzini gli uni per gli altri, strumenti perciò di chi muove i fili del nostro egoismo. Vale la pena di approfondire il tema della “pace” nella Torah. Viviamo nell’incertezza con incombente la pena di morte. Solo la risurrezione del Leone di Giuda, fattosi Agnello, il Risorto, primogenito dai morti ha annunciato lo Shalom che ci può dare la salvezza e l‘anelata liberazione. La mancanza di pace nel mondo è prova che la buona notizia che verrà il Messia portata dagli ebrei e che il kerigma della Sua venuta, morte in croce e risurrezione portato dai cristiani, sono creduti solo da minoranze. Forse ciò ha cause concomitanti, perché tutti divenuti tiepidi o perché sono in sviluppo le tentazioni del tutto e subito di questo mondo che s’oppongono in maniera vieppiù crescente nelle generazioni e impediscono l’attecchimento di una fede tenace davanti alle prove … ma se non crederemo non avremo stabilità!
← Pazienza e prudenza
Chi è paziente ha grande prudenza, chi è iracondo mostra stoltezza” di Proverbi 4,9 mi ha mosso a una ricerca nei testi dell’Antico Testamento, soprattutto in ebraico, prima nella Torah, poi nell’intera Tenak e Nuovo Testamento su pazienza, prudenza e sull’indotto comportamento che implica la perseveranza. In Luca 22,28-30 infatti Gesù propone “Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno.
E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele. “ Queste della pazienza, prudenza e perseveranza sono doti divine proprie del comportamento di Dio il cui braccio nell’attesa che l’uomo accetti il Suo disegno d’amore per lui non si è accorciato, ma assicura la liberazione da ogni schiavitù e chiede di attendere con perseveranza il paziente Agnello di Dio che al ritorno nella gloria porterà a entrare i pazienti nello spirito nel Regno dei Cieli…
← Il Sacrificio perfetto
Per i cristiani l’unico e vero Sacrificio perfetto fu quello di Gesù Cristo sulla croce. Questi ha procurato la salvezza dalla morte eterna per gli uomini di tutto il mondo assicurando il perdono dei peccati a chi entra alla sua sequela e a tutti la resurrezione dai morti e l’insindacabile giudizio finale, ma benevolo se si pensa a “perdona loro…” che disse sulla croce. Passando alla decriptazioni in base ai valori grafici delle lettere di vari passi dell’A.T. viene sondato il tema degli altari per sacrifici che si trovavano fuori dalla Tenda della Testimonianza nel cammino nel deserto e nel I e II Templo di Gerusalemme e delle relative vasche lustrali ponendo in evidenza come si erge fulgida la figura del Messia e quindi per i Cristiani di Gesù di Nazaret. Questi incarna il mistero delle ceneri della giovenca rossa che perdona i peccati di cui in Numeri19. A questo sacrificio perfetto sono associati tutti i Cristiani credenti che gli sono associati per il per il Battesimo e nell’eterna Eucarestia che presenta al Padre.

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